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LE PREMESSE
INTRODUZIONE Nel corso del '900 tutti i fisici e scienziati credevano di aver ormai trovato tutte le leggi che regolavano la natura; invece non avevano considerato che gli orizzonti erano ancora molto ampi e che dovevano ancora risolvere le problematiche della meccanica quantistica, relatività ristretta e la relatività generale. Dopo aver capito che la fisica non era ancora stata risolta tutta, anzi, c'era ancora molto da lavorare, tutto l'entusiasmo di del periodo positivistico si tramutò in crisi del positivismo. Allo scienziato vennero affidati compiti legati alla salvaguardia dell’ambiente o ai problemi delle popolazioni; di fronte a tale richiesta la popolazione scientifica si divise tra chi era portato ad un orientamento “positivista”, ovvero riteneva che la scienza non dovesse essere influenzata da valori morali, e chi, al contrario, ne accettava il condizionamento. L’apparato scientifico era quindi fondamentale in ogni settore,e di conseguenza era la base per il potere di ogni singolo stato. Questo sviluppo, in Europa, fu svantaggiato poiché la persistenza di nazionalismi impedì una gestione comunitaria dei fondi, necessaria per finanziare le ricerche. Inoltre le ultime scoperte della scienza, che portarono alla possibilità di manipolare la vita, ebbero, come conseguenza, la divisione della società in due parti: chi si schierava a favore della scienza e chi ne criticava i risultati, e ciò non favorì la posizione degli scienziati.
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